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	<title>Studenti Coscioni</title>
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		<title>Scuola Estiva Luca Coscioni contro il Big Government all&#8217;italiana</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 12:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Vese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall’8 al 12 settembre si terrà a Riccione la terza edizione della Scuola Estiva Luca Coscioni, un’occasione per confrontarsi sui temi della democrazia e delle scienze, sulle campagne a favore della libertà della ricerca e dell’autodeterminazione con uno sguardo rivolto all’attualità politica.
“In un momento di maggioranze traballanti tra ipotesi terzopoliste e ammiccamenti da Prima Repubblica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-950" title="riccione" src="http://studenticoscioni.it/wp-content/uploads/2010/09/riccione.jpg" alt="riccione" width="111" height="160" />Dall’8 al 12 settembre si terrà a Riccione la terza edizione della Scuola Estiva Luca Coscioni, un’occasione per confrontarsi sui temi della democrazia e delle scienze, sulle campagne a favore della libertà della ricerca e dell’autodeterminazione con uno sguardo rivolto all’attualità politica.</p>
<p>“In un momento di maggioranze traballanti tra ipotesi terzopoliste e ammiccamenti da Prima Repubblica, noi radicali ripartiamo da Riccione con la Scuola che porta il nome di Luca Coscioni, simbolo di una generosa battaglia per la libertà di ricerca contro tutti gli integralismi” afferma Annalisa Chirico, segretaria degli Studenti Luca Coscioni e coordinatrice della Scuola alla sua terza edizione. “Lungi dal voler essere una scuola di partito, l’obiettivo è di richiamare l’attenzione su alcune questioni cruciali, a partire dalla libertà e dalla scienza, affinché l’Italia possa, se ancora può, definirsi una democrazia liberale”.</p>
<p>“Vedo autorevoli esponenti del governo scimmiottare gli omologhi d’oltremanica parlando di big society contro big government; se non fosse però che David Cameron inorridirebbe, c’è da scommettere, alla lettura dell’agenda bioetica presentata dal nostro governo, un documento che invito a leggere perché certifica con notarile cristallinità il ritorno di un prepotente Leviatano nella vita di ogni cittadino, la negazione della libertà di scelta e l’imposizione di precisi dettami etico-religiosi”.“Di fronte a questa deriva clerical-sfascista – conclude la giovane esponente radicale &#8211; noi daremo la parola a professori e scienziati, che, nonostante i divieti italioti e la cronica carenza di risorse, portano avanti un’attività essenziale per ogni cittadino e per lo stesso sistema Paese. Seguendo le orme di Luca, noi andiamo avanti. La ricerca, così come la nostra battaglia, non ha fine”.</p>
<p>Accademici e politici si confronteranno su un ampio ventaglio di temi: lo stato della democrazia italiana, la libertà della ricerca scientifica, le frontiere delle neuroscienze, l’ambientalismo liberale e la crescita demografica, le biotecnologie “verdi” con un focus sugli ogm, la manipolazione dell’informazione e le finanze vaticane.</p>
<p>Un programma succulento, all’interno del quale ci saranno due eventi di particolare rilievo. Il 9 settembre Marco Pannella discuterà di lavoro e riforma economica insieme a Raffaele Bonanni e Adriano Teso.</p>
<p>In serata si terrà invece una conversazione a due tra il leader radicale e Claudio Martelli. A moderare il confronto, proprio come nelle domeniche su RadioRadicale, ci sarà l’ex direttore Massimo Bordin.</p>
<p>Tra i relatori si segnalano Angiolo Bandinelli, Rita Bernardini, Elena Cattaneo, Gilberto Corbellini, Edoardo Croci, Sergio d’Elia, Mario De Caro, Maria Antonietta Farina Coscioni, Giulio Giorello, Luigi Manconi, Armando Massarenti, Gianna Milano, Gianluigi Nuzzi, Mario Patrono, Amedeo Santosuosso, Romano Scozzafava, Eleonora Sirsi, Mario Staderini, Piergiorgio Strata, Maurizio Turco, Vittorio Zambardino.</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dall’8 al 12 settembre si terrà a Riccione la terza edizione della Scuola Estiva Luca Coscioni, un’occasione per confrontarsi sui temi della democrazia e delle scienze, sulle campagne a favore della libertà della ricerca e dell’autodeterminazione con uno sguardo rivolto all’attualità politica.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“In un momento di maggioranze traballanti tra ipotesi terzopoliste e ammiccamenti da Prima Repubblica, noi radicali ripartiamo da Riccione con la Scuola che porta il nome di Luca Coscioni, simbolo di una generosa battaglia per la libertà di ricerca contro tutti gli integralismi” afferma Annalisa Chirico, segretaria degli Studenti Luca Coscioni e coordinatrice della Scuola alla sua terza edizione. “Lungi dal voler essere una scuola di partito, l’obiettivo è di richiamare l’attenzione su alcune questioni cruciali, a partire dalla libertà e dalla scienza, affinché l’Italia possa, se ancora può, definirsi una democrazia liberale”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Vedo autorevoli esponenti del governo scimmiottare gli omologhi d’oltremanica parlando di big society contro big government; se non fosse però che David Cameron inorridirebbe, c’è da scommettere, alla lettura dell’agenda bioetica presentata dal nostro governo, un documento che invito a leggere perché certifica con notarile cristallinità il ritorno di un prepotente Leviatano nella vita di ogni cittadino, la negazione della libertà di scelta e l’imposizione di precisi dettami etico-religiosi”.“Di fronte a questa deriva clerical-sfascista – conclude la giovane esponente radicale &#8211; noi daremo la parola a professori e scienziati, che, nonostante i divieti italioti e la cronica carenza di risorse, portano avanti un’attività essenziale per ogni cittadino e per lo stesso sistema Paese. Seguendo le orme di Luca, noi andiamo avanti. La ricerca, così come la nostra battaglia, non ha fine”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Accademici e politici si confronteranno su un ampio ventaglio di temi: lo stato della democrazia italiana, la libertà della ricerca scientifica, le frontiere delle neuroscienze, l’ambientalismo liberale e la crescita demografica, le biotecnologie “verdi” con un focus sugli ogm, la manipolazione dell’informazione e le finanze vaticane. Un programma succulento, all’interno del quale ci saranno due eventi di particolare rilievo. Il 9 settembre Marco Pannella discuterà di lavoro e riforma economica insieme a Raffaele Bonanni e Adriano Teso. In serata si terrà invece una conversazione a due tra il leader radicale e Claudio Martelli. A moderare il confronto, proprio come nelle domeniche su RadioRadicale, ci sarà l’ex direttore Massimo Bordin.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tra i relatori si segnalano Angiolo Bandinelli, Rita Bernardini, Elena Cattaneo, Gilberto Corbellini, Edoardo Croci, Sergio d’Elia, Mario De Caro, Maria Antonietta Farina Coscioni, Giulio Giorello, Luigi Manconi, Armando Massarenti, Gianna Milano, Gianluigi Nuzzi, Mario Patrono, Amedeo Santosuosso, Romano Scozzafava, Eleonora Sirsi, Mario Staderini, Piergiorgio Strata, Maurizio Turco, Vittorio Zambardino.</div>
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		<title>L&#8217;acqua, il corporativismo, lo statalismo e la libertà</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Vese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Domenico Letizia
Come il “libero mercato a fatti vostri” italiano sia solo sistemazioni di amicizie politiche soprattutto di centro destra, come il centro sinistra raccoglie firme per un referendum dannoso, inutile ( perché l’acqua non è “privatizzata”) per farsi propaganda qualunquista, noi uomini liberi proponiamo la terza via, la via della libertà.
Acqua Pubblica o Acqua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di Domenico Letizia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come il “libero mercato a fatti vostri” italiano sia solo sistemazioni di amicizie politiche soprattutto di centro destra, come il centro sinistra raccoglie firme per un referendum dannoso, inutile ( perché l’acqua non è “privatizzata”) per farsi propaganda qualunquista, noi uomini liberi proponiamo la terza via, la via della libertà.<span id="more-944"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Acqua Pubblica o Acqua Privata? La propaganda di  sinistra, quella becera e inutile, è riuscita a ridurre un dibattito di eccezionale valore a semplice scontro che nei fatti è inesistente. Perché inesistente? L’acqua privata in questo paese non è mai esistita, tra i cultori del “no al mercato” nessuno denuncia che queste politiche non sono altro che sistemazioni di posti per politici e per partiti che attraverso aziende e compagnie amiche elargiscono sistemazioni a conoscenti, un corporativismo vivo in questo paese proprio a causa dello statalismo, di certo non per colpa del mercato. La sinistra continua a rincorrere, sbagliando enormemente soprattutto in tematiche ambientali, l’acqua statale, dimenticandosi che proprio grazie alla gestione statale le condutture perdono 104 litri d’acqua per abitante al giorno (pari al 27 per cento), un terzo degli italiani non ha un accesso regolare all’acqua potabile, ma ogni italiano consuma 237 litri di acqua al giorno. Salerno è la città che ne consuma di più con una media di 264 litri a testa al giorno. Il rubinetto dell’Italia perde il 30 per cento dell’acqua immessa e nelle regioni meridionali e nei mesi estivi il 15 per cento della popolazione scende al di sotto della soglia minima di fabbisogno giornaliero a persona (50 litri al giorno), senza dimenticare anche il business dell’acqua minerale che vale 5,5 miliardi di euro all’anno. La gestione statale produce e produrrà solo perdite, ma evidentemente ai difensori dello statalismo questo non interessa. Allora cosa fare? Partendo dal presupposto che proprio grazie agli statalisti di destra e di sinistra le liberalizzazioni serie in questo paese non prendono avvio e né si ha intenzione di farle, a noi libertari tocca sviluppare e con gioia, fantasia, fantasia che poi insegna la storia. Le sinistre alla sinistra del Partito democratico hanno lanciato una campagna contro la privatizzazione dei gestori dell’acqua per conservare o riaffermare una gestione pubblica. Dimenticando, forse, che già diverse municipalizzate che la sinistra ha sempre elogiato sono quotate in Borsa. Se l’acqua è un bene che il cittadino deve tutelare, controllare e gestire, pubblico o privato italiano diventano due facce della stessa medaglia. L’acqua non potrebbe essere gestita da chi la consuma? Si può, attraverso i modelli di gestione partecipata, per le piccole realtà le cooperative o attraverso fondazioni ad azionariato diffuso, ove gli azionisti non sono altro che i cittadini stessi che l’acqua la consumano, la usano e la vivono. L’autogestione degli acquedotti diventa necessità, da subito, per non sprecare altro bene prezioso. Ecco la mia lezione alla destra e alla sinistra, l’autogestione è una forma di mercato vero, quello odiato dalla sinistra ma a cui non può obiettare, ecco che il liberismo diventa di sinistra, autogestito e partecipato, con buona pace di una destra che corre alle clientele e non di meno di una sinistra che non sapendo cosa fare punta ad inutili referendum proponendo modelli gestionali pessimi invece di sviluppare idee.</p>
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		<title>Eine Auszeichnung für Verdienste</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 12:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Vese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dario Vese

Dal prossimo autunno gli studenti universitari tedeschi più meritevoli avranno diritto a uno stipendio di 300 euro mensili, assegnato sulla base dei voti e indipendentemente dal reddito dei genitori.
Nessuna distinzione dunque tra studenti benestanti e studenti provenienti dai ceti più deboli.
Questa la legge approvata dal governo federale tedesco, in questi giorni, nel Paese in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-weight: bold;"><img class="alignleft size-full wp-image-939" src="http://studenticoscioni.it/wp-content/uploads/2010/07/merito1.jpg" alt="" width="300" height="278" />di Dario Vese</p>
<p></span></div>
<p>Dal prossimo autunno gli studenti universitari tedeschi più meritevoli avranno diritto a uno stipendio di 300 euro mensili, assegnato sulla base dei voti e indipendentemente dal reddito dei genitori.</p>
<p>Nessuna distinzione dunque tra studenti benestanti e studenti provenienti dai ceti più deboli.</p>
<p>Questa la legge approvata dal governo federale tedesco, in questi giorni, nel Paese in cui la laurea non ha un valore legale, non esiste insomma come in Italia l&#8217;idea di un pezzo di carta obbligatorio per trovare lavoro.</p>
<p>La Merkel chiarisce che i  costi saranno coperti dal governo e dalle singole università nella parte in cui godono dei finanziamenti dei privati, senza ricadute alcune sui Lander.</p>
<p>Un principio semplice e chiaro.</p>
<p>I migliori vengono premiati così che il merito avanzi e la società progredisca: un metodo che fa avanzare sia l&#8217;economia di un Paese che le singole persone.</p>
<p>Meritocrazia la ricetta anche per l&#8217;emancipazione delle classi disagiate, per le quali l&#8217;ostacolo maggiore è di natura culturale prima ancora che economica, ad esempio l&#8217;assenza di un ambiente che stimoli e accompagni la crescita.</p>
<p>Al centro dell&#8217;interesse non un gruppo sociale ma il singolo individuo col suo valore, sganciato dal proprio contesto economico di origine.</p>
<p>Gli statunitensi ormai da tempo sono orientati su questa linea, borse di studio ai meritevoli indipendentemente dal reddito, non per altro si ritrovano oggi con un Presidente che ha superato il suo test brillantemente e grazie a quei soldi si è laureato ad Harvard.</p>
<p>Schiudere nuove prospettive, suscitare nuovi entusiasmi, risvegliare energie sopite, creare un clima propizio all&#8217;innovazione e alla sperimentazione, sono attese che in Italia appaiono delle chimere nel Paese in cui in primo piano vi è la progressione delle carriere dei professori a scapito del reclutamento dei giovani, e poi l&#8217;enorme quantità dei corsi di laurea e degli insegnamenti, e ancora le sedi decentralizzate ovunque a scapito della costruzione di grandi infrastrutture capaci di essere attrattive per i cervelli stranieri, venendo meno alle raccomandazioni della Commissione Europea sulla deframmentazione.</p>
<p>Così nel Paese con la più bassa percentuale di borse di studio &#8211; media Ocse 0.25% del Pil, media Italia 0.12% con sole 100.000 borse l&#8217;anno, basti pensare che con i soli nuovi incentivi la Germania destinerà gli &#8220;stipendi&#8221; a circa 160.000 studenti &#8211; queste sono solo una parte delle deviazioni della nostra Università, che nel tempo ha prodotto lobby di potere di scarso profilo scientifico che hanno emarginato giovani probabilmente più capaci e meritevoli.</p>
<p>Vengono in mente le parole di Panebianco – il liberismo in Italia “non «quaglia» né con la destra né con la sinistra. Non con la destra, perché la destra è prevalentemente corporativa. E non con la sinistra perché la sinistra è prevalentemente classista e redistributiva”.</p>
<p>Piuttosto, “Il problema è cosa fare per rafforzare, negli attuali schieramenti, la posizione dei fautori della società aperta a scapito di quella (storicamente molto più forte) dei fautori della società chiusa”.</p>
<p>La tirannia dello status quo di Milton Friedman, ovvero il potere delle corporazioni attaccate ai loro privilegi è uno zoccolo duro da sconfiggere.</p>
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		<title>Samaritani, il dono per il dono</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 19:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Chirico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Co/Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Annalisa Chirico
da Liber@mente 
Era il 1999 e Ron Johnson, cittadino inglese quasi cinquantenne, prese un biglietto aereo e volò fino negli Stati Uniti, dove ad attenderlo c’era una bambina israeliana di dieci anni, affetta di fibrosi cistica. Lisa, così si chiamava quella bambina, aveva urgente bisogno di un trapianto. Johnson aveva letto di lei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="annalisachirico.com">Annalisa Chirico</a><br />
da <a href="http://www.fondazionescoppa.it/site1/it/Luglio-agosto_%202010.pdf">Liber@mente </a></p>
<p>Era il 1999 e Ron Johnson, cittadino inglese quasi cinquantenne, prese un biglietto aereo e volò fino negli Stati Uniti, dove ad attenderlo c’era una bambina israeliana di dieci anni, affetta di fibrosi cistica. Lisa, così si chiamava quella bambina, aveva urgente bisogno di un trapianto. Johnson aveva letto di lei su un giornale e volle aiutarla. Le donò un lobo del suo polmone. Lisa perse la sua battaglia per la vita agli inizi del 2000.</p>
<p><span id="more-930"></span><br />
Nel Regno Unito probabilmente quell’atto estremo di altruismo non sarebbe stato possibile. Rispetto agli States, infatti,dove le donazioni da viventi sconosciuti sono molto diffuse, il sistema inglese presenta un maggior tasso di regolamentazione e questo tipo di donazione richiede un esame caso per caso e un’apposita autorizzazione.</p>
<p>Si chiamano donazioni “samaritane” quelle effettuate da “donatori altruisti viventi”, recentemente legalizzate in Italia. E’ venuto a cadere un tabù, che finora aveva limitato il perimetro della legalità alle donazioni da vivente sulla base di legami parentali o affettivi. Sono già tre i casi di donatori, che si offrono per donare un rene a sconosciuti e a titolo gratuito.</p>
<p>Non sono mancate espressioni di preoccupazione per il rischio di un mercato legale degli organi. Si assume che, in assenza di un vincolo parentale o affettivo, la donazione potrebbe essere guidata da motivi diversi dall’altruismo, quali la ricerca di denaro o di fama. Ma è un assunto che lascia perplessi, non potendosi seriamente ritenere che i donatori legati da vincoli parentali sarebbero più “liberi” e disinteressati rispetto agli unrelated donors. Come si fa a stabilire che i meccanismi di coercizione e di pressione all’interno di un nucleo familiare lascino i membri così liberi di autodeterminare le proprie scelte? Comunque, pur nutrendosi forti dubbi in merito, si può ammettere che una distinzione assai più fondata sarebbe quella tra donatori volontari e condizionati. Laddove i primi, parenti o perfetti sconosciuti, potranno compiere questo atto di generosità, dopo aver dimostrato, in seguito a un’accurata indagine motivazionale e psicologica, di aver compiuto liberamente e consapevolmente una scelta, che modifica, talvolta in modo irreversibile, il loro corpo.</p>
<p>Non si può trascurare, inoltre, il fatto che chi già oggi volesse vendere o acquistare un organo sul “mercato della disperazione” (io lo giudico tale), può farlo navigando un po’ su internet o informandosi presso quelle agenzie criminali, che puntellano le nostre città sotto la placida giurisdizione italiana. Il mercato nero degli organi è un’agghiacciante realtà, con cui bisogna fare i conti. E’ un mercato florido, che resiste e, a quanto pare, si rinvigorisce in tempi di crisi economica. Poco potrà la legge proibizionista di uno stato. La voglia di vivere e di sopravvivere non si ferma davanti alle ragioni di Creonte.<br />
Secondo i dati dell’OMS risalenti al 2009, un quinto dei settantamila trapianti di rene vengono eseguiti con organi, che arrivano dal mercato nero. Questo non stupisce se pensiamo che dal 2000 la domanda di organi sani è aumentata del 33 per cento, a fronte di una crescita della disponibilità pari al 3 per cento. In Italia le persone che aspettano sono circa novemila. I tempi nelle liste d’attesa possono essere fatali.</p>
<p>I samaritani non risolveranno il problema delle liste d’attesa, ma quello di alcune vite in bilico sì. Per altruismo genuino? Perché fa parte del loro modo di vedere la vita oppure per una smania di esibizionismo? I fini possono essere molteplici e non coincidenti con i nostri. Ma, è il caso di chiedersi, è poi questo quello che conta?</p>
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		<title>Ecco la vera Aquila: 452 giorni dopo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 14:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Vese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[L\&#8217;Aquila: 452 giorni dopo il terremoto!
Dal 2 al 4 luglio si è tenuto a L&#8217;Aquila e a Ovindoli il Comitato nazionale di Radicali Italiani.
Gli Studenti Coscioni di certo non potevano mancare  
Qui il dossier completo: http://www.radioradicale.it/dossier-laquila-paradigma-dellassenza-di-democrazia-e-diritto
Si è scelto di tenere il Comitato in Abruzzo perché la tragedia del terremoto del 2009 ha messo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=en67UX9PRzI">L\&#8217;Aquila: 452 giorni dopo il terremoto!</a></p>
<p>Dal 2 al 4 luglio si è tenuto a L&#8217;Aquila e a Ovindoli il Comitato nazionale di Radicali Italiani.</p>
<p>Gli Studenti Coscioni di certo non potevano mancare <img src='http://studenticoscioni.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Qui il dossier completo: <a href="http://www.radioradicale.it/dossier-laquila-paradigma-dellassenza-di-democrazia-e-diritto">http://www.radioradicale.it/dossier-laquila-paradigma-dellassenza-di-democrazia-e-diritto</a></p>
<p>Si è scelto di tenere il Comitato in Abruzzo perché la tragedia del terremoto del 2009 ha messo a nudo una serie di nodi centrali per la lettura radicale del regime italiano: il mancato rispetto della legalità, che si traduce in strage di vite; il dissesto idrogeologico e l&#8217;assenza di governo del territorio; una gestione emergenziale, tipica della partitocrazia, che cancella la certezza del diritto ed ogni possibilità di controllo democratico; il mancato funzionamento della giustizia; l&#8217;assenza di un&#8217;informazione corretta, che dia davvero al cittadino la possibilità di &#8220;conoscere per deliberare&#8221;.</p>
<p>PS: vi raccomandiamo di far girare il più possibile queste notizie!</p>
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		<title>Soirée in ricordo di José Saramago &#8220;poeta, visionario, eretico&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 09:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Chirico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[José Saramago, scrittore eretico e scomodo, denunciò ogni barbara oppressione di cui avesse avuto sentore: la dittatura militare nel Portogallo della sua giovinezza, la dittatura morale della Chiesa, la dittatura ideologica del conflitto israeliano-palestinese, la dittatura mediatica di alcuni governi dell’Europa moderna, quale quello italiano.
Per combattere quella che altri hanno definito narcolessia sociale, Saramago ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>José Saramago, scrittore eretico e scomodo, denunciò ogni barbara oppressione di cui avesse avuto sentore: la dittatura militare nel Portogallo della sua giovinezza, la dittatura morale della Chiesa, la dittatura ideologica del conflitto israeliano-palestinese, la dittatura mediatica di alcuni governi dell’Europa moderna, quale quello italiano.</p>
<p>Per combattere quella che altri hanno definito narcolessia sociale, Saramago ha militato nel Pc portoghese, scrisse capolavori che gli valsero il Nobel nel 1998, si autoesiliò, prestò ascolto e diede voce a chi non poteva, pur avendo tante cose da dire ancora: Luca Coscioni.</p>
<p>Luca Coscioni (1967-2006) insegnava Economia ambientale all’università di Viterbo e si stava allenando per la maratona di New York quando venne colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. Una malattia che mina l’integrità fisica ma non la volontà e la capacità di reagire.</p>
<p>Nel 2001 Luca Coscioni è stato il candidato capolista della Lista Bonino alle elezioni politiche. Nella sua lotta per la libertà di ricerca scientifica venne sostenuto da un appello firmato da 50 premi Nobel.</p>
<p>Tra questi Saramago, che scrive : &#8220;forse il sostegno di un semplice scrittore come me stonerà un poco, o anche troppo, nella lista delle personalità scientifiche che, con i loro nomi e il loro prestigio, suggellano le affermazioni rese da Luca Coscioni. In ogni caso, potete disporre del mio nome. Purché la luce della ragione e del rispetto umano possa illuminare i tetri spiriti di coloro che si credono ancora, e per sempre, padroni del nostro destino. Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall&#8217;attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito una nuova forza&#8221;.</p>
<p>Luca Coscioni muore il 20 febbraio 2006; la sua battaglia viene portata avanti  dall’Associazione Luca Coscioni, che elegge José Saramago suo Presidente Onorario in segno di riconoscenza per il sincero sostegno apportato.</p>
<p>José Saramago è mancato il 18 giugno scorso, in autoesilio alle Isole Canarie. Gli Studenti Coscioni vogliono ricordare il suo esempio luminoso con una soirée all’Open Baladin il 30 giugno 2010, ore 18.30 in cui Chiara Perrini e Iacopo Sequi interpreteranno alcuni testi tratti dalle opere di Saramago.</p>
<p>Mercoledì 30 giugno 2010</p>
<p>Open Baladin via degli Specchi, 6 Roma</p>
<p>Ore 18.30</p>
<p>Organizzatore: Elisabetta Badolisani</p>
<p><a href="mailto:bettabad@libero.it">bettabad@libero.it</a></p>
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		<title>All&#8217;università di Urbino una battaglia per la trasparenza</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 18:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Chirico</dc:creator>
				<category><![CDATA[UniScuola]]></category>

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		<description><![CDATA[di Mauro Vecchietti (SC di Urbino e membro del CNSU)
Il Consiglio degli Studenti (CDS) dell&#8217;Università di Urbino si occupa ogni anno di ripartire un fondo destinato alle attività organizzate dagli studenti: le associazioni studentesche o gruppi di studenti possono ricevere concreti finanziamenti dall&#8217;Ateneo. Si tratta, dunque, di una pratica che oltre a garantire la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Mauro Vecchietti (SC di Urbino e membro del CNSU)</p>
<p>Il Consiglio degli Studenti (CDS) dell&#8217;Università di Urbino si occupa ogni anno di ripartire un fondo destinato alle attività organizzate dagli studenti: le associazioni studentesche o gruppi di studenti possono ricevere concreti finanziamenti dall&#8217;Ateneo. Si tratta, dunque, di una pratica che oltre a garantire la possibilità di essere davvero partecipi alla vita universitaria, promuove l&#8217;associazionismo nella sua forma organizzativa più importante; quella dell&#8217;elaborazione intellettuale con la conseguente gestione degli spazi collettivi.<span id="more-921"></span><br />
A Urbino le cose però sono andate diversamente fino al 2006 e vale la pena raccontare l&#8217;iter del bando urbinate dei fondi, per evidenziare come la garanzia di trasparenza ed equità debba essere costitutiva di ogni attività civile prima ancora che politica.</p>
<p>Nel 2006 a Urbino un gruppo di studenti dà vita ad Agorà, laboratorio di idee e critica, per riflettere su temi di varia natura, tra cui la gestione della politica universitaria: in particolare, ciò che emerge dall&#8217;analisi della ripartizione del fondo è davvero inammissibile poiché i criteri risultano essere costruiti ad hoc per favorire l&#8217;unica associazione studentesca, che allora rappresentava la maggioranza nel CDS.<br />
Emerge che ogni anno circa l&#8217;80% del fondo va ad un&#8217;unica associazione: il resto della popolazione universitaria non ha alcun accesso ai soldi o, meglio, rimangono da assegnare solo le briciole. La lettura dei dati possiede una corrispondenza sociale, che rende conto di questo blocco: le associazioni che fanno richiesta fino al 2006, sono un numero esiguo.<br />
La situazione è riassumibile in questi termini: i vincoli del bando (per esempio, uno dei criteri di assegnazione è la storicità dell&#8217;associazione: più è vecchia più ha punti. In questo modo si escludono tutti i nuovi nati!), sommati  alla discrezionalità del CDS e all&#8217;assenza di trasparenza, spingono Agorà a presentarsi alle elezioni universitarie nel 2007. Nel programma, fra i diversi obiettivi, vi è anche l&#8217;intervento sul bando dei fondi.</p>
<p>Insediato il nuovo CDS, di cui Agorà fa parte, iniziano i lavori. Modificare il bando per assicurare uguaglianza nell&#8217;accesso e criteri veramente equi non è semplice poiché si tratta di equilibrare con strumenti giuridici senza rimanere intrappolati in una eccessiva burocratizzazione, dannosa quanto l&#8217;ingiustizia stessa, che con criteri eccessivamente selettivi paralizza il sistema.<br />
Il nuovo bando prevede un limite per la richiesta dei fondi (la soglia massima è del 20 % per associazione) e l&#8217;accesso sia alle associazioni che ai gruppi di studenti; inoltre, 6 criteri di valutazione (pari opportunità, aggregazione, ciclicità, gratuità, contenuto culturale, qualità ed approfondimento) determinano un punteggio dal quale si stila una graduatoria (è prevista una Commissione Fondi interna al CDS che si occupa delle assegnazioni). Infine la forte pubblicizzazione ha portato ad un numero sempre crescente di associazioni e studenti richiedenti: in pochi anni  il mondo dell&#8217;associazionismo studentesco urbinate è rinato.<br />
Negli anni precedenti di buio la comunità studentesca e la città hanno rischiato seriamente di appiattirsi alla desertificazione intellettuale, frutto di una brutta politica: seminari, aperitivi, feste, concerti, spettacoli teatrali, conferenze, corsi di formazione compongono oggi la reale vita dello studente, che da studente-cliente diviene soggetto attivo e partecipe.<br />
Agorà è stata premiata: alle elezioni dell&#8217;anno scorso (in cui gli studenti l&#8217;hanno riconfermata come prima forza assoluta) e quest&#8217;anno con la mia elezione nel consiglio nazionale degli studenti.</p>
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		<title>Annalisa sul webmagazine di FareFuturo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 21:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Chirico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Co/Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Chirico: &#8220;La strada per il futuro è quella lib, lib, lib&#8221;
di Rosalinda Cappello
Appare determinata, molto determinata. Sa quello che vuole, un paese più liberale, e quello a cui non rinuncerebbe mai, la sua libertà. Parla di big society, di uno Stato leggero in economia come nei diritti civili, di federalismo, e lo fa con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-917" title="chirico_int" src="http://studenticoscioni.it/wp-content/uploads/2010/05/chirico_int.jpg" alt="chirico_int" width="188" height="185" /></p>
<p><strong>Chirico: &#8220;La strada per il futuro è quella lib, lib, lib&#8221;</strong><br />
di Rosalinda Cappello</p>
<p>Appare determinata, molto determinata. Sa quello che vuole, un paese più liberale, e quello a cui non rinuncerebbe mai, la sua libertà. Parla di <em>big society</em>, di uno Stato leggero in economia come nei diritti civili, di federalismo, e lo fa con una certa dose di sicurezza, una padronanza che ti aspetteresti da una persona ben più navigata. Annalisa Chirico, a quasi ventiquattro anni, è già riuscita a ritagliarsi un suo spazio – anche critico &#8211; nel Partito Radicale. È <strong>segretaria degli studenti dell’Associazione Luca Coscioni</strong> e si è fatta notare dai media per un video che, in occasione delle recenti regionali nelle quali era candidata con Emma Bonino, canzonava il velinismo e il dilettantismo in politica. Il suo curriculum non è un book fotografico, ma una percorso formativo e politico costruito passo dopo passo, seguendo un filo ben preciso. Cresciuta con il mito delle battaglie radicali degli anni Settanta &#8230;</p>
<p><a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=5981&amp;Cat=1&amp;I=../immagini/INTERVISTA/chirico_int.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=L%27Intervista&amp;Codi_Cate_Arti=39">Continua qui. </a></p>
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		<title>Disegniamo una nuova Italia? Qualcuno ha dimenticato i Pennelli</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 23:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Campailla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8221;Qualcuno ha dimenticato i Pennelli&#8221;
E&#8217; questo il pensiero che mi è subito venuto alla mente dopo aver assistito alla lodevole, seppur  poco propositiva iniziativa  organizzata alla Casa delle Donne dalla Federazione dei Giovani Socialisti.
Troppo disquisire di motivi, di cause, di logiche; poca intenzione di superare le divisioni partitiche;  a cominciare dall&#8217;ingabbiare i partecipanti in Radicali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-913" title="rosanelpugno" src="http://studenticoscioni.it/wp-content/uploads/2010/05/rosanelpugno3-300x273.jpg" alt="rosanelpugno" width="300" height="273" /></p>
<div><strong>&#8221;Qualcuno ha dimenticato i Pennelli&#8221;</strong></div>
<div>E&#8217; questo il pensiero che mi è subito venuto alla mente dopo aver assistito alla lodevole, seppur  poco propositiva iniziativa  organizzata alla Casa delle Donne dalla Federazione dei Giovani Socialisti.</div>
<div>Troppo disquisire di motivi, di cause, di logiche; poca intenzione di superare le divisioni partitiche;  a cominciare dall&#8217;ingabbiare i partecipanti in Radicali, Socialisti, Ambientalisti, Repubblicani etc, etc, etc.</div>
<div>Ecco spuntare allora un &#8221; Noi radicali abbiamo convocato diverse Chianciano , perché non avete partecipato? &#8221;</div>
<div>O un più entusiastico &#8221; Tutte le persone invitate sono presenti, è  un successo &#8221;</div>
<div>Come se tutto fosse inscrivibile nelle convocazioni e nei comunicati, nella gente che c&#8217;è e quella che non c&#8217;è;  come se ci si arruffasse a voler essere i primi a convocare e creare dal nulla questo nuovo,vecchio &#8216;&#8217;soggetto politico&#8221;&#8230;una logica da P.R. degna delle più famose discoteche della Capitale.</div>
<div>Il risultato: una partita molto tattica, nessun gol ed un mezzo proposito di tempi supplementari da giocare a data da destinarsi, se l&#8217;arbitro si farà vivo.</div>
<div>Sarò sanguigno, parlerò col cuore o semplicemente non so come funziona in Politica, ma credo che mancasse la vera base di questo progetto: le persone, tutti coloro che si sentono senza una casa, che non si sentono rappresentati dall&#8217;appellativo &#8221;Radicale&#8221; o &#8221;Socialista&#8221; (nessuno che lo abbia detto) ma che vorrebbero semplicemente creare qualcosa di diverso che faccia della Libertà  e della Solidarietà responsabile i propri cavalli vincenti&#8230;una Giovine Italia del 21° secolo che lotti contro questo imbambolamento generale, contro la mancanza di vera e pura democrazia.</div>
<div>A dir la verità qualcuno ci ha provato, a parlare di superamento delle etichette, ma evidentemente non era questo il punto per molti.</div>
<div>Bisognerebbe riscoprire il fascino del Libertarismo, della non appartenenza certe volte!</div>
<div>In definitiva credo che la &#8221;Rosa nel Pugno&#8221; non possa essere vista come assembramento di forze, di patti o compromessi, ma come Movimento  unitario ed autonomo; per intenderci : non devono essere i partiti  a  calarla per gentile concessione dall&#8217;alto; partiti che tra l&#8217;altro -e giustamente direi- sono timorosi di perdere le proprie prerogative.</div>
<div>Deve essere una nuova cultura politica che spinga comitati liberi di Cittadini, Studenti universitari, Intellettuali a volersi specchiare in questa Rosa, simbolo della bellezza della libertà che più si dischiude più è bella , ed in questa mano chiusa che la regge,simbolo della forza delle  idee&#8230;</div>
<div>Insomma, magari i pennelli non doveva portarli nessuno, forse siamo solo noi come persone, come giovani che vogliono &#8221;Vivere il Cambiamento&#8221; a dover dar voce a  questo sogno di Libertà, a disegnare una nuova Italia ma senza logiche di partito alle spalle.</div>
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		<title>Se lo facessi in quanto donna, non avrei imparato nulla da Luca Coscioni</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 12:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Chirico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Co/Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal blog di Donne al Volante
di Annalisa Chirico
23 anni, pugliese d’origine e romana d’adozione. Cinque anni fa mi sono trasferita nella capitale per studiare Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Dopo la laurea con una tesi sul mercato del lavoro, ho concluso un master in European Studies e ora mi appresto a laurearmi per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <a href="http://www.donnealvolante.it/">blog di Donne al Volante</a><br />
di <a href="www.annalisachirico.com">Annalisa Chirico</a><img class="alignright size-medium wp-image-906" title="008" src="http://studenticoscioni.it/wp-content/uploads/2010/05/008-261x300.jpg" alt="008" width="261" height="300" /></p>
<p>23 anni, pugliese d’origine e romana d’adozione. Cinque anni fa mi sono trasferita nella capitale per studiare Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Dopo la laurea con una tesi sul mercato del lavoro, ho concluso un master in <em>European Studies</em> e ora mi appresto a laurearmi per la seconda volta in Relazioni Internazionali.<br />
Non amo incasellarmi in una categoria. Giovane o donna? Io sono una cittadina europea. Viviamo in un Paese, che da tempo ha smarrito il senso dell’essere parte di una comunità. Io <strong>preferisco considerarmi come una persona, una cittadina che ogni giorno si sforza di dare una forma, la meglio che può, al proprio vissuto</strong>. Con gli altri, se può.<br />
Il mio esser donna ha forse condizionato la mia vita di studentessa? Non più di quanto non lo avrebbe fatto se fossi stata un uomo con le mie capacità e il mio temperamento. È indubbio che avere un aspetto gradevole aiuta, ma questo vale per ambo i sessi. Per il resto, quello che mi sono guadagnata lo devo solo al mio ingegno e a quel pizzico di casualità, che attraversa inesorabilmente la vita di ognuno.<br />
Da alcuni anni milito attivamente in politica. Sono una liberale radicale. Forse in questo è più facile individuare il <em>particulare</em> femminile. Da una parte, nel giro di tre anni sono riuscita a ritagliarmi uno spazio riconoscibile all’interno del movimento. “Dì la verità, a chi l’hai data?”. Domanda grevemente prevedibile, anche in certi ambienti presumibilmente immuni da miseri cliché.<span id="more-901"></span>Se qualcuno la pensa così, però, va anche detto che molte donne han dato adito a simili ragionamenti. Basta dare un’occhiata nel nostro Parlamento per capire che in politica <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=hA97-t7XxzE');" href="http://www.youtube.com/watch?v=hA97-t7XxzE">spesso si entra per “provino”</a>, diciamo così. Una metafora per dire che la cooptazione resta, ahimè, il principale metodo di selezione della classe dirigente italiana, non solo in politica.<br />
Parimenti, s<strong>i può forse ignorare di vivere in un Paese, in cui si nasce pari e si cresce dispari?</strong> Lo apprendiamo sin da bambine e crescendo la logica si svela nella sua cruda nudità. Un welfare corporativo e iniquo, che, soprattutto nel sud Italia, grava pesantemente sulle spalle delle donne. In assenza di servizi sul territorio tocca a noi farci carico delle categorie più deboli (bambini, malati, anziani). E la professione? Se c’è tempo, se si può.<br />
A dover rovistare nel mio bagaglio femminile, non è certamente un caso – lo ammetto &#8211; che all’interno dell’Associazione Luca Coscioni io mi sia immersa sin dal principio nella battaglia a difesa del diritto della donna di decidere sul proprio corpo. L’accesso alla contraccezione ordinaria e di emergenza (più nota come “pillola del giorno dopo”), l’opzione dell’aborto farmacologico mediante RU486, la possibilità di accedere alle più moderne tecniche di procreazione medicalmente assistita. Diritti, altrove acquisiti e consolidati, in Italia subiscono un attentato quotidiano da parte di chi vorrebbe imporre per legge valori e comportamenti.<br />
È l’anelito di libertà di chi sente violato il proprio corpo per scelte di coscienza (e di potere) altrui a spingermi in una lotta che, scevra di qualunque retaggio veterofemminista, affonda le sue radici nelle vittorie degli anni Settanta e nella disobbedienza civile di chi, come Emma Bonino e Adele Faccio, praticava l’aborto clandestinamente per sottrarre le donne a un destino non voluto.<br />
Tuttavia non posso dire di impegnarmi in questo in quanto donna. Non posso dirlo perché vorrebbe dire non aver appreso nulla dalla lezione di un uomo come Luca Coscioni, malato di sclerosi laterale amiotrofica e impegnato fino all’ultimo giorno, quando oramai per lui non pulsava più speranza alcuna di cura, a difendere una scienza libera dal potere, libera dagli integralismi.</p>
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