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All’università di Urbino una battaglia per la trasparenza

giugno 9, 2010 by Annalisa Chirico

di Mauro Vecchietti (SC di Urbino e membro del CNSU)

Il Consiglio degli Studenti (CDS) dell’Università di Urbino si occupa ogni anno di ripartire un fondo destinato alle attività organizzate dagli studenti: le associazioni studentesche o gruppi di studenti possono ricevere concreti finanziamenti dall’Ateneo. Si tratta, dunque, di una pratica che oltre a garantire la possibilità di essere davvero partecipi alla vita universitaria, promuove l’associazionismo nella sua forma organizzativa più importante; quella dell’elaborazione intellettuale con la conseguente gestione degli spazi collettivi.
A Urbino le cose però sono andate diversamente fino al 2006 e vale la pena raccontare l’iter del bando urbinate dei fondi, per evidenziare come la garanzia di trasparenza ed equità debba essere costitutiva di ogni attività civile prima ancora che politica.

Nel 2006 a Urbino un gruppo di studenti dà vita ad Agorà, laboratorio di idee e critica, per riflettere su temi di varia natura, tra cui la gestione della politica universitaria: in particolare, ciò che emerge dall’analisi della ripartizione del fondo è davvero inammissibile poiché i criteri risultano essere costruiti ad hoc per favorire l’unica associazione studentesca, che allora rappresentava la maggioranza nel CDS.
Emerge che ogni anno circa l’80% del fondo va ad un’unica associazione: il resto della popolazione universitaria non ha alcun accesso ai soldi o, meglio, rimangono da assegnare solo le briciole. La lettura dei dati possiede una corrispondenza sociale, che rende conto di questo blocco: le associazioni che fanno richiesta fino al 2006, sono un numero esiguo.
La situazione è riassumibile in questi termini: i vincoli del bando (per esempio, uno dei criteri di assegnazione è la storicità dell’associazione: più è vecchia più ha punti. In questo modo si escludono tutti i nuovi nati!), sommati  alla discrezionalità del CDS e all’assenza di trasparenza, spingono Agorà a presentarsi alle elezioni universitarie nel 2007. Nel programma, fra i diversi obiettivi, vi è anche l’intervento sul bando dei fondi.

Insediato il nuovo CDS, di cui Agorà fa parte, iniziano i lavori. Modificare il bando per assicurare uguaglianza nell’accesso e criteri veramente equi non è semplice poiché si tratta di equilibrare con strumenti giuridici senza rimanere intrappolati in una eccessiva burocratizzazione, dannosa quanto l’ingiustizia stessa, che con criteri eccessivamente selettivi paralizza il sistema.
Il nuovo bando prevede un limite per la richiesta dei fondi (la soglia massima è del 20 % per associazione) e l’accesso sia alle associazioni che ai gruppi di studenti; inoltre, 6 criteri di valutazione (pari opportunità, aggregazione, ciclicità, gratuità, contenuto culturale, qualità ed approfondimento) determinano un punteggio dal quale si stila una graduatoria (è prevista una Commissione Fondi interna al CDS che si occupa delle assegnazioni). Infine la forte pubblicizzazione ha portato ad un numero sempre crescente di associazioni e studenti richiedenti: in pochi anni  il mondo dell’associazionismo studentesco urbinate è rinato.
Negli anni precedenti di buio la comunità studentesca e la città hanno rischiato seriamente di appiattirsi alla desertificazione intellettuale, frutto di una brutta politica: seminari, aperitivi, feste, concerti, spettacoli teatrali, conferenze, corsi di formazione compongono oggi la reale vita dello studente, che da studente-cliente diviene soggetto attivo e partecipe.
Agorà è stata premiata: alle elezioni dell’anno scorso (in cui gli studenti l’hanno riconfermata come prima forza assoluta) e quest’anno con la mia elezione nel consiglio nazionale degli studenti.

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